venerdì 1 febbraio 2008

Vince il Cavillo, perde la Città

I FATTI
La discussione sul bilancio di previsione 2008, avviata nella seduta del Consiglio Comunale di giovedì 31 gennaio, è stata aggiornata a causa della mancata decorrenza del termine di pubblicazione del piano triennale delle opere pubbliche, che costituisce uno degli allegati al bilancio di previsone. Il problema è stato sollevato, durante la seduta, da uno dei consiglieri comunali dell'opposizione. Pur non essendo rilevante dal punto di vista contabile e amministrativo, la segreteria generale ha ritenuto, per prudenza, di dover suggerire la sospensione della discussione in attesa della completa decorrenza del termine. Se ne riparla il 18 febbraio.

IL COMMENTO
Indubbiamente, c'è stato un errore da parte di qualcuno non sufficientemente attento all'importanza degli adempimenti burocratici che accompagnano l'approvazione del bilancio di previsione. Ma non è questo il punto, dal momento che un errore ci può sempre stare, soprattutto se si cerca di fare. Quello che sconforta è stato l'atteggiamento di più di un consigliere comunale che ha considerato il rinvio una sorta di vittoria, senza accorgersi che a perdere non è stata la maggioranza, ma purtroppo, ancora una volta, la città, privata di una "normalità amministrativa" che costituisce il presupposto indispensabile per un'amministrazione capace e trasparente. Una normalità che magari non farà notizia, ma di cui la nostra città ha disperato bisogno. Avrei preferito dibattere nel merito una per una le scelte effettuate nella redazione di bilancio, piuttosto che subire questo rinvio che, ripeto, non giova a nessuno e danneggia la città. Ma tant'è. Facendo ricorso ad un esempio calcistico, gli avversari con cui abbiamo a che fare somigliano tanto a quei giocatori che, incapaci di fare gioco, si limitano a buttare costantemente la palla fuori e il più lontano possibile. Se non si gioca, nessuno segna: e il pubblico soffre!
Ma niente paura: è soltanto la partita di andata. Il ritorno sarà un'altra storia.

2 commenti:

Saetta Mcqueen ha detto...

Purtroppo a Torre del Greco la politica del "non fare" trionfa spesso. In questo siamo un vero modello, dei maestri. E' così che le città limitrofe, negli ultimi 10 anni, ci hanno superato e insegnato che, invece, anche dalle nostre parti qualcosa di buono si può fare.
Anch'io credo nel "secondo tempo", l'Amministrazione saprà fare tesoro di quest'incidente di percorso e dimostrare con i fatti che una volta tanto possa trionfare la politica del FARE.

giuseppe ha detto...

Se uno sprovveduto ingegnere, nominato assessore al Bilancio (oltre che a una mezza dozzina di altre cose), sbaglia grossolanamente nello scrivere il bilancio del Comune, al punto da doverlo ritirare, dovrebbe avere almeno la dignità e la correttezza di chiedere pubblicamente scusa e di rassegnare le dimissioni, per dedicarsi alle cose che è capace di fare (ammesso che ve ne siano). Una figuraccia sesquipedale, ma da questa giunta, capeggiata da un trasformista ignorante, malato di megalomania e nepotismo, erede della peggior tradizione clientelare e votoscambista della vecchia Dc, non c'è da aspettarsi nulla di buono. Per esempio, assistiamo a un ulteriore assurdo sperpero di denaro pubblico al Corso V.Emanuele (già disastrato da Ciavolino con una pavimentazione molto peggiore di quella preesistente) con l'inutile potenziamento di una illuminazione già efficiente, mentre molte strade e stradine di Torre sono poco e male illuminate e alquanto dissestate. E mentre non è ancora partita in città la raccolta differenziata dei rifiuti. Sempre che non si vogliano prendere in giro i cittadini limitandosi a collocare nelle strade un po' di cassonetti colorati, senza alcun tipo di controllo né capillare informazione sull'uso degli stessi. Con i soldi già sperperati da questa inefficiente Amministrazione si poteva già avviare la raccolta porta a porta, ma gli inefficienti ed incapaci avranno avuto i loro motivi e forse i loro tornaconto per decidere altrimenti.